Io mangio con te….

…autosvezzamento come, quando e perché !

a cura della Dr.ssa Sara Sternardi, Pediatra presso l’Ospedale di Jesi

Incontri volti a spiegare alle mamme le modalità dell’autosvezzamento;

vengono ripetuti due volte l’anno.

12036512_911421892271907_1523549597738850312_n

Io mangio con te

FANO – Sabato 5 marzo, presso la sede dell’Argonauta di Fano, si è tenuto l’incontro dal titolo “io mangio con te, autosvezzamento come, quando e perché?” organizzato dall’Associazione Altramarea onlus. Relatrice dell’incontro la dottoressa Sara Sternardi, pediatra dell’ospedale di Jesi, che, dopo la presentazione della dott.ssa Elisabetta Peruzzini (presidente di Altramarea) ha subito precisato come lo svezzamento dei bambini è un passaggio dalla fase dell’alimentazione liquida a quella solida, passaggio che in epoche passate avveniva in modi e tempi diversi a seconda delle diverse regioni d’Italia e delle stagioni dell’anno ma sempre in modo molto naturale; solo nel dopoguerra le case farmaceutiche si sono interessate alla questione iniziando a proporre intere linee di prodotti alimentari per lo svezzamento. Questo passaggio per il bambino deve essere percepito come un momento piacevole e non stressante senzacostrizioni o imposizioni. La parola svezzare etimologicamente significa togliere un vizio. Il modo proposto e riconosciuto ormai da tutta la comunità scientifica a livello Europero e mondiale (Organizzazione Mondiale della Sanità) con apposite linee guida è quello dell’auto svezzamento ovvero del passaggio ai cibi solidi secondo i tempi del bambino. Questa modalità può iniziare comunque solo dopo il compimento dei sei mesi di età, tempo in cui reni e intestino del bambino risultano pronti a svolgere il loro lavoro, e dopo che il bambino dimostra interesse per il cibo e capacità di stare diritto da solo sul seggiolone.

Il bambino, già sazio del latte materno, viene accostato a tavola con i genitori e gli vengono offerte piccole quantità di cibo come per esempio pasta, carote, pesche, albicocche, pere, fagiolini ecc.; da evitare quei cibi che possono creare problemi alla deglutizione come riso, mele, frutta troppo matura o di forma rotonda, NO anche al latte vaccino, al troppo sale, al miele o agli zuccheri. E’ importante che durante l’auto svezzamento i bimbi abbiano una posizione retta, che non vengano imboccati ma che inizino a mangiare da soli e che non vengano distratti da altre attività, non è necessario che abbiano già i denti. L’auto svezzamento – ha concluso la dott.ssa Sternardi – è ecologico ed economico e mira acreare una buona relazione tra il bambino e il cibo, non è tanto un metodo ma un modo di pensare rispettoso del bambino e per questo senza controindicazioni se nonquella di avere la cucina di casa un po’ più sporca del solito!.

Info su www.autosvezzamento.it

Marco Gasparini